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Il pacemaker in contatto con il cardiologo: oggi bastano una “app” e il cellulare

venerdì 10 marzo 2017
Il pacemaker in contatto con il cardiologo: oggi bastano una “app” e il cellulare
Anche nella Cardiologia di Chioggia approda il progetto di Telecardiologia per tenere sotto controllo i parametri di pazienti selezionati portatori di pacemaker
Il pacemaker in contatto con il cardiologo: oggi anche a Chioggia bastano una “app” e il cellulare. Anche la Cardiologia dell’Ospedale di Chioggia è attiva sul fronte della telemedicina, e in particolare della “telecardiologia” che permette ai medici cardiologi di ricevere per via digitale le informazioni sul funzionamento dei pacemaker.
A Chioggia ora gli specialisti propongono ad alcuni loro pazienti selezionati un’ulteriore opportunità: per la trasmissione dei dati non si utilizzano più “attrezzature” dedicate, ma è sufficiente un comune smartphone, su cui viene scaricata una apposita “app”: “Installata la ‘app’ – ha spiegato il primario Roberto Valle insieme agli elettrofisiologi Gabriele Boscolo e Michela Bevilacqua – per i portatori assistiti dalla nostra Cardiologia sarà sufficiente avvicinare al pacemaker un piccolo trasmettitore dedicato, grande come un mouse, che grazie alla ‘app’ comunica con lo smartphone. Sarà poi lo stesso smartphone ad inviare i dati alla Cardiologia”. Il servizio, già attivo in altri centri, è una novità per il territorio clodiense: la Cardiologia lo sta proponendo da qualche settimana ad alcuni pazienti selezionati come Livio Lazzarini, un commerciante veneziano di 56 anni. Lazzarini, che inizia oggi ad utilizzare la nuova tecnologia, sei anni fa ha subìto, proprio a Chioggia, l’impianto di pacemaker, ed ora è spesso all’estero per lavoro.
Il nuovo metodo di trasmissione dati è fornito dalla casa produttrice dei pacemaker, che sta di fatto sostituendo man mano un precedente dispositivo di misurazione e controllo del cuore; non ci sono quindi costi aggiuntivi per l’Azienda sanitaria né per i pazienti. Piene le garanzie anche dal punto di vista della privacy, in quanto sullo smartphone non viene salvato nessun dato sensibile del paziente, solo la data dell'ultima trasmissione, e una volta trasmesso il dato viene gestito negli stessi server protetti che gestiscono i dati provenienti anche dal trasmettitore tradizionale.
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