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Uno studio promosso dal Ser.D del Distretto di Chioggia che fotografa l’uso, anche improprio, del cellulare e di internet nei giovani

440 gli studenti di seconda superiore coinvolti

martedì 13 giugno 2017
Uno studio promosso dal Ser.D del Distretto di Chioggia che fotografa l’uso, anche improprio, del cellulare e di internet nei giovani: 440 gli studenti di seconda superiore coinvolti
Il primo cellulare? Quando si è ancora bambini, se va bene a dieci anni.
E’ un dato di fatto che oggi tutti sono sempre più connessi, a qualsiasi ora e in qualsiasi posto, proprio grazie allo smartphone. Il problema è che sta diventando sempre più precoce e quindi problematica la voglia di connettersi: infatti, prima avviene l’utilizzo del cellulare e più rischiosa diventa la dipendenza. Perché di dipendenza si sta parlando e, come tale, può essere prevenuta, controllata e curata. Perché il telefonino in sé non fa male se il suo utilizzo è equilibrato. A Chioggia, il Ser.D della Ulss 3 insieme a Titoli Minori Cooperativa Sociale, in collaborazione col Comune e le Scuole di seconda superiore, si è avviato un progetto due anni fa, conclusosi recentemente, finalizzato proprio a fotografare il fenomeno dell’utilizzo improprio del cellulare e di internet tra i giovani.
E come si è svolta l’indagine?
“Abbiamo utilizzato dei test sull’uso dello smartphone e del social network Facebook validati dalla Università la Sapienza di Roma – ha spiegato il responsabile della Unità Operativa del Servizio delle Dipendenze del Distretto di Chioggia, il dottor Ermanno Margutti – su 440 studenti delle seconde scuole superiori del territorio clodiense, ragazzi e ragazze con una età media di 15 anni. Da un primo esame è subito emerso la differenza di approccio allo smartphone legato al genere: se i maschi lo usano prevalentemente per giocare, le femmine ci si affidano per relazionarsi. E una buona fetta di loro, cioè il 62,5%, il telefonino lo ha ricevuto in regalo quando era ancora alle elementari”. Lo studio evidenzia anche che il 44.5% dei ragazzi intervistati utilizzano lo smartphone più di 5-6 ore al giorno, mentre il 23.8% utilizza il Personal Computer (PC) più di 3-4 ore nell’arco di una giornata. Gli studenti hanno anche dichiarato quali sono le attività per le quali si connettono più frequentemente su internet: l’1% usufruisce del web per utilizzare l’email, il 12% per guardare film e video in streaming, il 6% per giocare online, il 7% per servirsi di programmi musicali, il 33% accede ad internet per utilizzare i social network, il 4% per fare ricerche didattiche e il 37% per utilizzare le chat. Infine, dalla indagine emerge che il 77% (318) dei ragazzi utilizza il telefono cellulare in orari notturni, l’89% (282) predilige gli sms (messaggi) e il 76% (240) utilizza dei social network dopo le 21:00. Infine il 95% (308) dei ragazzi si connette a delle chat in orari notturni e il 37% (116) effettua o riceve chiamate dopo le 21:00.
“Il tema è quello dell’equilibrio – ha detto il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – sappiamo che oggi giorno il telefonino come il tablet sono mezzi di comunicazione importanti, soprattutto nel lavoro. Ma come ci insegnano i nostri esperti, basta farne un uso improprio, soprattutto da giovani, che uno strumento utile e valido può trasformarsi in una dipendenza e quindi in un problema. Facciamo quindi attenzione ai nostri giovani: posticipiamo il più possibile cellulari e internet e, quando non sarà più possibile negarli, insegniamo ai nostri figli un uso equilibrato che è fatto di piccoli accorgimenti, tra cui evitare di usare il telefono mentre si è a tavola con la famiglia che deve essere il più possibile un momento di dialogo e confronto”.
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